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Da oggi è possibile presentare le candidature per riqualificare gli edifici scolastici di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Questa volta è il turno di mense, palestre e aree giochi, per le quali il Programma Pon Per la Scuola ha destinato 130 milioni di Euro a valere sul FESR per progetti di adeguamento e messa in sicurezza.

Gli Enti locali accreditati, proprietari di edifici scolastici nelle Regioni individuate, potranno presentare al massimo una domanda/progetto per ogni edificio di propria competenza (massimo 2 candidature per Comuni ed Unioni di Comuni e 4 candidature per Province, città metropolitane e capoluoghi di provincia) e avranno tempo fino al 5 agosto.

Per palestre, aree di gioco e/o di impianti sportivi adibiti ad uso didattico, è previsto un importo massimo del finanziamento di 350 mila euro per ogni edificio scolastico, che si riduce a 200 mila euro per ogni edificio nel caso di mense scolastiche.

Gli interventi di solo adeguamento e messa in sicurezza – con una quota prevista anche per l’acquisto di attrezzature - dovranno concludersi in tempo utile per essere rendicontati entro il 31 marzo 2023 in coerenza con la chiusura della programmazione 2014-2020.

Risorse economiche, tempi e modalità di partecipazione sono definite nell’Avviso n. 18786 disponibile sul sito PON - Homepage (istruzione.it)

Si è concluso ad Avellino il nostro viaggio fra le scuole che hanno saputo cogliere nei percorsi PON un’opportunità per reagire all’emergenza sanitaria, che ha pesantemente condizionato l’a.s. 2019-2020. E anche qui ci siamo imbattuti in un esempio di eccezionale resilienza da parte della popolazione scolastica.

Il Liceo Scientifico Mancini di Avellino ha scelto di non farsi fermare dall’emergenza sanitaria, neanche in un’attività, come quella laboratoriale, che si prestava poco ad essere condotta a distanza.

Ma terminare il laboratorio di fisica, rientrante nel modulo sulle scienze integrate, iniziato dai ragazzi prima del diffondersi della pandemia, era una sfida a cui nessuno voleva rinunciare. E così con l’aiuto di simulatori di esperimenti di fisica – tra l’altro mutuati dalla California University – i ragazzi hanno potuto proseguire le attività di didattica attraverso il metodo IBSE (Inquire Based Science Education) che propone di  sperimentare una didattica basata sull’investigazione dei problemi, la discussione critica in gruppo e la ricerca di soluzioni nuove in una prospettiva costruttivista, per accrescere l’interesse verso le discipline scientifiche anche da parte degli studenti che manifestano disagio con le metodologie di apprendimento tradizionali.

Gli studenti che hanno partecipato al percorso sono studentesse e studenti del primo biennio, sotto la guida esperta della docente Paola Pugliese, hanno trasformato ogni aula virtuale in un laboratorio.

L’eccezionalità del percorso ha stimolato fortemente i ragazzi, spronati a lavorare in gruppo e anche in forma individuale, in un’esperienza di didattica a distanza che nulla ha tolto alla valenza formativa delle aule tradizionali, e che anzi si è dimostrata più sfidante e più coinvolgente delle aspettative, facendo riscoprire il valore relazionale e umano che la scuola porta con sé.

Qui le voci dei protagonisti del laboratorio di Fisica di Avellino.

Martedì, 01 Giugno 2021 11:04

Istituto Einaudi di Roma: scuola di cantiere

Una scuola che ha sempre sposato la filosofia di essere una scuola aperta, legata al territorio e disponibile a far “sperimentare” i propri ragazzi, superando le procedure di didattica tradizionale.

Ecco perché presso l’IIS Einaudi di Roma il Programma PON Per la Scuola ha sempre trovato terreno fertile, rendendo possibile, negli ultimi anni, il finanziamento di innumerevoli attività che altrimenti non sarebbero state condotte nell’orario ordinario.

Sono stati infatti finanziati percorsi formativi di potenziamento delle competenze, approfondimenti specifici del tema della cittadinanza attiva o di quello della cittadinanza globale, percorsi di rafforzamento delle identità sociali, percorsi di mobilità  -  che hanno consentito l’esplorazione ravvicinata di contesti formativi e lavorativi di altri paesi europei – e che hanno, come nel caso dell’Avviso Smart Class, fornito alle scuole la necessaria dotazione tecnologica e informatica per lo svolgimento della didattica a distanza.

E proprio grazie a quei device resi disponibili dalla scuola, è stato possibile continuare un percorso formativo sul potenziamento delle competenze di base strutturato in tre fasi immersive e di simulazione seguite da fasi di autovalutazione, condotte nell’ambito del progetto PON “pronto soccorso Invalsi” che ha visto gli studenti navigare tra testi e ipertesti, consolidando la conoscenza della lingua italiana e avviano un processo inferenziale della lettura con la guida di un lettore professionale che li ha seguiti a distanza.

Qui le loro testimonianze.

“Un percorso di aggiornamento inaspettato”. Questo si è rivelato essere, nella sintesi proposta dagli studenti che vi hanno preso parte, il progetto PON su “Digitality and Security”, promosso dall’Istituto Magistrale Regina Elena di Catania. Un percorso formativo per approcciarsi al mondo digitale - di certo familiare alle ultime generazioni ma ancora poco esplorato - con una chiave di lettura più attenta e consapevole rispetto ai rischi e alle opportunità offerte dalla Rete.

La conoscenza delle effettive potenzialità dei sistemi digitali e la confidenza con le abilità informatiche non possono infatti prescindere da una piena cognizione delle minacce, delle responsabilità e dei diritti di chi opera in Internet, ma anche delle opportunità offerte dall’enorme mole di dati e risorse, pubblici e privati, resi sempre più disponibili per il grande pubblico.

Il percorso didattico di “Digitality and Security” è partito da una declinazione dei principi base dell’alfabetizzazione informatica, per poi trattare alcuni fondamentali diritti e doveri della cittadinanza digitale, tra cui la ricerca e la valutazione delle informazioni, ma soprattutto la verifica della provenienza dei dati che si intende utilizzare e dell'attendibilità delle fonti.

Svolto in DAD all’insorgere dell’emergenza sanitaria, il progetto ha consentito a ventuno studenti dell’istituto catanese di sperimentare direttamente sulla Rete le conoscenze acquisite durante il percorso formativo. Sotto la guida di un esperto, i ragazzi hanno infatti approfondito la conoscenza delle innumerevoli tipologie di contenuti presenti in Internet, affrontando i temi della sicurezza dei dati sensibili, la costante minaccia dei malware, fino alle problematiche relative al diritto all'oblio, al diritto d'autore e alle licenze di utilizzo.

Un’opportunità per conoscere da vicino il patrimonio di informazioni e strumenti reso disponibile dagli open data e dal mondo dell’open source, attraverso un caso studio di fortissima attualità: l’analisi dei set data relativi ai primi casi di decesso per Covid 19 in Europa, con la comparazione degli stessi e la ricostruzione di grafici rappresentativi degli andamenti nazionali attraverso specifici applicativi di pubblico dominio.

La realtà immersiva del progetto ha contribuito a rendere il percorso formativo ancora più efficace, trasformando il limite costituito dalla distanza fisica in un’occasione di rafforzamento delle capacità di problem solving e dello spirito di collaborazione. In un momento drammaticamente eccezionale come l’emergenza sanitaria, l’acquisizione di tali specifiche abilità sociali ha saputo rappresentare il vero valore aggiunto dell’esperienza formativa.

Ascolta qui le voci dei protagonisti di questa esperienza.

Il progetto dell’IC 1 N. Mandela di Mogliano Veneto (TV) ha beneficiato del finanziamento FESR messo a disposizione dall'Avviso Smart Class, per dare la possibilità agli studenti di ognuno dei tre ordini scolastici di non rimanere isolati nel corso dell'emergenza e di avere tutti la stessa opportunità di "partecipare".

La scuola si è infatti dotata di pc, dispositivi e supporti per la connessione di rete, messi sin da subito a disposizione delle famiglie, con una tempestività nell'evadere le richieste pervenute che ha consentito alla scuola di non registrare alcuna interruzione nel regolare svolgimento delle attività.

Come testimoniato dalla Dirigente Marilisa Campagnaro, ciò ha permesso di rafforzare i rapporti tra studenti e docenti e al pari di consolidare la relazione educativa. La scuola ha infatti rappresentato sin da subito un punto di riferimento importante, generando un forte senso di appartenenza e promuovendo la riscoperta di un nuovo rapporto tra alunni e docenti.

La didattica a distanza non è stata vissuta come costrizione, ma come opportunità non solo didattica ma socio-relazionale. Ciò ha consentito anche di sviluppare negli studenti la consapevolezza di essere maggiormente seguiti, in quanto le specifiche e personalizzate richieste dei docenti sono state intese come un feedback personale.

Con gli ausili tecnologici acquistati, gli studenti hanno proseguito le normali attività curriculari e hanno anche portato a termine alcune attività formative nell'ambito di percorsi PON avviati prima dell'insorgere dell'emergenza.

 

Ecco qui le voci dei protagonisti.

Le difficoltà e gli ostacoli della didattica a distanza, ma anche i risultati, le soddisfazioni e le competenze acquisite attraverso il progetto PON dedicato a “Coding e computer: Alcamo in videogame”. Sono gli alunni dell’Istituto Comprensivo Nino Navarro di Alcamo (Tp) a esprimere in prima persona i risultati dell’esperienza significativa portata a termine in modalità a distanza, che ha permesso, al di là delle comprensibili difficoltà, di sviluppare capacità digitali e di problem solving.

Il progetto PON dell’istituto siciliano, rivolto ai cosiddetti “nativi digitali”, ha puntato infatti allo sviluppo di conoscenze e abilità relative al connubio tra "cittadinanza digitale" e "pensiero computazionale", con l’obiettivo di favorire il cambiamento di ruolo del bambino e dell'adolescente nei suoi rapporti con il mondo digitale. Da utilizzatore inconsapevole di dispositivi di vario tipo (smartphone, tablet, notebook) a conoscitore di applicativi specializzati fino ad assemblatore materiale dei componenti per la realizzazione di un device personalizzato.

I primi due moduli, dedicati alle classi quarta e quinta della primaria, hanno avuto come obiettivo l'assimilazione del coding, passando infine alla realizzazione di un videogioco. Il terzo modulo ha visto impegnati gli alunni della classe prima della secondaria di I grado, che attraverso una gara sul raffronto tra i Diritti Fondamentali e le Costituzioni hanno appreso l'utilizzo degli strumenti di condivisione dei documenti. Il quarto modulo, rivolto a un gruppo di alunni delle classi seconde della secondaria di I grado, ha previsto l'esperienza di creare da sé il proprio PC, a partire da componenti commerciali da assemblare in modo customizzato. Un percorso ricco e articolato per approdare al making, come preludio ad ulteriori esperienze come la robotica educativa.

I protagonisti del progetto lo raccontano qui.

A distanza di 71 anni dalla Dichiarazione Schuman, il Ministero dell’Istruzione promuove un’iniziativa in diretta streaming lunedì 10 maggio 2021, alla presenza del Ministro prof. Patrizio Bianchi e con la partecipazione di alcuni studenti che racconteranno le proprie esperienze di studio dell’Europa e dei suoi valori fondanti.

Tra i contributi che saranno presentati in occasione dell’evento, molti i progetti realizzati nell’ambito del PON “Per la Scuola” 2014-2020, come i percorsi didattici volti al potenziamento della cittadinanza europea, le esperienze di mobilità in Europa e la presentazione di alcuni laboratori, sportivi e musicali cofinanziati dai Fondi strutturali.

Dallo studio della carta di Ventotene alla scoperta delle tradizioni culturali e gastronomiche europee, gli studenti protagonisti effettueranno un viaggio virtuale tra i Paesi, i valori e le storie che hanno fatto la nostra Europa.

Ad arricchire l’evento contribuiranno anche alcune performance musicali.

L’appuntamento è alle 10.30 sul canale vimeo del Ministero dell’Istruzione.

Qui il programma completo dell'evento.

Anche quest’anno torna, dal 24 al 29 Maggio 2021, la Settimana della Musica a scuola, organizzata dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’Indire.

Un appuntamento tradizionale per ribadire quanto la musica sia centrale nei percorsi di apprendimento degli individui ed anche per sottolineare come, proprio durante l’emergenza Covid 19, la pratica musicale si sia rivelata una vera e propria pratica didattica innovativa, fondamentale anche per ridurre le distanze imposte dal contrasto alla pandemia.

Al fine di capitalizzare le esperienze artistiche, singole o collettive realizzate nell’ambito del PON Per la scuola, le scuole beneficiarie di finanziamenti possono inviare i video delle performance musicali dal 12 aprile al 9 maggio 2021.

Le candidature dovranno essere inviate tramite il portale https://lamusicaunisce.indire.it/ dove sono indicate anche le specifiche tecniche che ciascun contributo dovrà avere.

La rassegna sarà trasmessa sul sito: http://lamusicaunisce.indire.it/, con una programmazione giornaliera di 24h in cui, oltre alle performance dei ragazzi, sono previsti webinar sull’educazione musicale, e momenti di condivisione e confronto fra direttori di orchestra, esperti di musica, insegnanti, dirigenti scolastici, docenti universitari e dei conservatori nazionali e internazionali.

L’esperienza “Smart Class: Lontani ma vicini” dell’Istituto Comprensivo Angius di Portoscuso (CA) ha racchiuso in sé un lavoro di integrazione del gruppo aula e di conoscenza reciproca. La dotazione di strumenti informativi, consentita dal finanziamento PON FESR a valere sull’Avviso Smart Class, è stata accompagnata da un lavoro formativo volto all’uso consapevole della tecnologia.

Sotto la guida della Dirigente Maria Paola Grosso l’Istituto ha sin da subito provveduto a distribuire in comodato d’uso i tablet e i pc agli studenti e alle studentesse che ne erano privi, rendendo così possibile il raggiungimento capillare di tutte le classi.

Il lavoro incessante della Dirigente e dei suoi collaboratori ha permesso poi di sviluppare una piattaforma, mediante G Suite for Education, per condurre la Didattica a distanza e, grazie all’aiuto di docenti ed esperti esterni, anche proseguire alcuni moduli formativi di progetti PON FSE inizialmente condotti in presenza. Tra questi il progetto “Laboratori di coding e di educazione ai media”, il cui modulo “Educazione ai media e social network” ha visto protagonisti un gruppo di ragazzi dotati di un notevole spirito critico che, guidati dall’esperto Dott. Giovanni Runchina e dal tutor Prof. Salvatore Picchedda hanno potuto affrontare svariati temi, come quello del cyberbullismo o delle fake news. Il tutto svolto sotto forma di vera e propria inchiesta giornalistica, che ha alimentato il loro spirito critico e stimolato la creatività, e ha contribuito ad accorciare le distanze imposte dall’emergenza sanitaria.

Ecco le voci dei protagonisti: 

https://www.youtube.com/watch?v=sloWp3ECkJ8

 

Il titolo “In corso d’opera” rende perfettamente il principio chiave che ha animato il progetto dell' IS.MAG.G.MAZZINI di Napoli, ossia il costruire un’opera teatrale dopo un lungo percorso di alfabetizzazione.

Condotto in parte in pieno lockdown, i ragazzi sono riusciti – seppur ognuno nella propria cameretta – a costruire lo spettacolo finale “Attese” che ha portato il gruppo aula non solo a studiare l’originale opera teatrale “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, ma anche a rivisitarla a livello drammaturgico interpretando il significato dell’attesa coerentemente con quello che le peculiari condizioni di svolgimento delle attività didattiche suggerivano, dopo l’insorgere della pandemia.

Il teatro, come altre forme d’arte in generale, rientra in un’accezione inclusiva e l’emergenza sanitaria è stata causa di un’apparente interruzione delle attività del PON così come previste inizialmente. Lo sforzo profuso dalla scuola non ha riguardato solo la rimodulazione del progetto PON in modalità a distanza, ma soprattutto la reinterpretazione delle performance teatrali – per natura vocate alla conduzione in laboratorio – che sono state invece condotte a distanza, senza scenografia, fuori da un palco e davanti ad un piccolo schermo.

Almeno il pubblico però non è mancato: lo spettacolo finale è stato poi trasposto in digitale con un evento online, davanti ai genitori e alle famiglie degli studenti chiamate a partecipare ai lavori di chiusura progetto. Il risultato è stato un ibrido tra teatro e “cinematografia” che ha stimolato i ragazzi e ha reso le distanze meno insormontabili

Per i ragazzi l’esperienza si è rivelata interessante, laboriosa ma soprattutto creativa data l’esigenza di sperimentare tecniche comunicative differenti. Infatti, per compensare la perdita di aspetti essenziali nella pratica teatrale come la gestualità e la scenografia ci si è concentrati sulla modulazione della voce e sulla espressività della mimica facciale.

“Attese” è stato così il mezzo attraverso cui poter riscoprire l’importanza delle parole e la didattica a distanza ha rappresentato il palcoscenico dove la perfezione dei movimenti e la cura dei dettagli ha lasciato lo spazio al senso delle relazioni e alla valorizzazione del sentire comune.

Ecco le voci dei protagonisti incontrati nella nostra quarta tappa:

https://www.youtube.com/watch?v=qZAmKTzzSWY

 

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