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Daniele

Daniele

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.1.6A-FSEPON-CA-2018-47

L'arte della pasticceria: universo magico che oggi rappresenta una delle potenziali aree di impiego per i ragazzi che riescono a coniugare abilità culinarie e competenze artistico/creative.

Il percorso ha previsto un itinerario orientato alla pre-professionalizzazione incoraggiando l’interesse per la figura professionale del designer nella pasticceria e facendo leva, contemporaneamente, sull’attitudine all’autostima e la partecipazione alla cittadinanza attiva.

Il progetto ha, inoltre, stimolato le possibilità creative che offre questa professione mostrando agli studenti l’applicazione delle tecniche del Quilting, del drappeggio, del Flower, del Modelling e la lavorazione di diverse tipologie di paste (Gum paste e Modelling paste).

Ad aggiungere un'ulteriore sfida nella sfida, l'approfondimento delle tecniche e lo studio degli strumenti del mestiere, in lingua inglese, in modo che anche questa sia eventualmente una competenza da rivendere sul mercato estero.

 

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.5A-FSEPON-SI-2018-67

Nell'ambito del progetto sull’educazione al patrimonio i ragazzi sono stati accompagnati nell'osservazione del mondo che li circonda, dall’ambiente scolastico, dal compagno/a, con lo scopo di saper cogliere particolari e imparare a saperli raccontare con uno scatto. Imparare l'arte della fotografia ha insegnato loro a studiare l'ambiente e a migliorare il modo di rapportarsi con gli altri, sapendo cogliere le sfumature diverse della vita come delle relazioni. Ad ogni incontro è stato previsto un dibattito: ciascuno ha raccontato la propria foto, prendendo consapevolezza che uno scatto, rivolto a uno stesso soggetto, possa a volte avere particolari diversi, grazie alla personalità e sensibilità dell’autore che ne introietta il senso insito. Il lavoro sul territorio ha entusiasmato gli alunni che si sono cimentati in scatti con inquadrature particolari, alla ricerca del “bello!” e, a volte, anche del “non bello”.

Le foto del quartiere zen di Palermo hanno ripreso scene di donne al lavoro (pulizia dei padiglioni), affacciate alla finestra, altari votivi, murales variopinti, negozianti al lavoro, giochi all’interno della chiesa.

Il reportage realizzato non è solo il frutto dell’analisi del territorio, ma anche di uno studio della storia di quei luoghi e di quelle tradizioni che hanno voluto immortalare, con uno spirito critico nuovo e più maturo, che si è rafforzato grazie proprio a questo sforzo corale di interpretazione artistica.

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.1.1A-FSEPON-CA-2017-534

ll progetto "Scacco Matto" ha inteso indagare le logiche proprie del gioco degli scacchi per allenare il problem solving dei ragazzi e al contempo avvicinarli alla scuola come luogo di apprendimento aperto.

A partire dall'origine del gioco degli scacchi, arricchita da approfondimenti su leggende, aneddoti e antiche tradizioni e fino alla completa familiarizzazione con la scacchiera nella strutturazione e nelle sue implicazioni geometriche, si è giunti gradualmente a studiare le logiche insite nei singoli movimenti, nella cattura dei pezzi, secondo una gradualità via via più complessa dei motivi strategici e tattici e degli errori rilevanti.

Il concetto stesso di "combinazione" è stato poi trasversalmente riproposto nelle materie di studio più tradizionalmente intese, e le connessioni logiche sono state trasposte in altri "luoghi di apprendimento".

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-FR-2018-16

Vista la particolare posizione geografica di Gorizia, città segnata dalla lunga permanenza, fino al 1918, sotto il dominio asburgico, e caratterizzata, fino al 2004, da un confine al suo interno, il progetto ha proposto un itinerario di ricerca sul campo volto a far acquisire la conoscenza di com'era la percezione del confine prima dell'ingresso della Slovenia nell'UE e della sua sottoscrizione al Trattato di Schengen. È di fondamentale importanza conoscere le radici del proprio popolo e studiare la nascita e la storia delle proprie terre, perché questo ci rende cittadini consapevoli e adulti responsabili. Con questo intento i giovani studenti dell’IC Gorizia 1 hanno studiato come la caduta del confine abbia cambiato la quotidianità degli abitanti delle due Gorizie e sono stati condotti attraverso quei cambiamenti avvenuti nell'ambito della mobilità delle cose e nelle relazioni tra le persone. Gli studenti hanno consultato fonti del passato, analizzato video, intervistato testimoni privilegiati ed esplorato luoghi.

Tra le tappe principali del percorso la visita alla Piazza Transalpina, al Museo del Confine, al Kit infopoint transfrontaliero, la visione del cortometraggio “Passeranno anche stanotte” e la conduzione del dibattito con il regista Matteo Oleotto, l’incontro e il dibattito con il regista Cristian Natoli, la visione del documentario “Allamhatar” sul dualismo delle città di confine, la visita di Villa de Nordis per ripercorrere la storia del Novecento attraverso la vita della contessa Lyduska e la storia del confine spostato.

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.5A-FSEPON-PI-2018-43

120 ragazzi dagli 11 ai 14 anni hanno riportato in luce la memoria relativa al più antico edificio scolastico di Cuneo per l’istruzione elementare, datato 1893.

Un pezzo di storia d’Italia custodito in circolari, registri, documenti e antichi materiali didattici che sono diventati gli elementi di un percorso espositivo multimediale, realizzato con materiali ecologici e riciclabili.

Il modulo ha così permesso di allestire una mostra aperta al pubblico su oggetti e documenti appartenenti all’archivio scolastico (dall’Ottocento a oggi). Al termine del percorso è stato realizzato anche un video documentario, con l’intervista a un antifascista sopravvissuto alle torture delle Brigate Nere che requisirono l’edificio negli anni ’40.

ll progetto ha coinvolto i ragazzi nel lavoro artigianale, valorizzandone, attraverso il coinvolgimento di figure professionali del mondo dei beni culturali, diverse caratteristiche formative, dall'aspetto creativo alla manualità, dalla cultura pratica alla comunicazione della storia dei luoghi.

Un approccio che ha permesso ai ragazzi non solo di avvicinarsi alla storia, ma anche di imparare a comunicarla. 

 

 

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-SI-2017-305

ll progetto ha previsto moduli integrati tesi a rafforzare le competenze di base ma caratterizzati da forte contenuto operativo e socializzante, destinati così a suscitare sia l'interesse verso lo studio che il miglioramento degli apprendimenti e dei risultati.

I bambini coinvolti sono stati interessati da azioni differenziate per rispondere ai propri specifici bisogni e pensate per valorizzare le risorse già presenti all’interno e all’esterno della scuola.

Target prioritario quello di alunne e alunni con anche lievi difficoltà di apprendimento o provenienti da contesti socio-culturali svantaggiati.

Ecco perchè le modalità di trasferimento delle nozioni didattiche sono non tradizionali ma volte ad un processo positivo di recupero motivazionale. Queste sono state organizzate proponendo attività didattiche coinvolgenti che valorizzassero lo spirito di iniziativa, il senso di fiducia nelle proprie capacità individuali, l’operatività, la collaborazione, l’uso delle tecnologie, realizzando, coerentemente con il Piano per l’Inclusione, un valido supporto alle attività curriculari, in modo da garantire il successo formativo di tutti gli studenti e contrastare precocemente la dispersione. E così Matematica, Scienze, Inglese e Arte sono diventate scenari di performance, realizzazioni artistiche e creazioni.

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.1.1A-FSEPON-LO-2017-13

LIVE your TIME, vivi il tuo tempo, è un progetto che ha attivato un nuovo sguardo sul vivere la scuola. Il mosaico di azioni di cui è stato composto è confluito nell’ideazione e nella messa in scena di uno spettacolo TEATRALE itinerante all’interno dei luoghi del museo TIME collocato nell’Istituto, dove macchinari, meccanismi e tecnologia sono stati ripensati attraverso il linguaggio dell’arte e della drammatizzazione attiva.

Il progetto è nato dall'idea di ripensare l’azione educativo-didattica tramite il coinvolgimento di nuovi canali espressivi, per promuovere lo sviluppo della persona nella sua globalità: uomo e donna, cittadino attivo e responsabile, professionista partecipe alla vita sociale, creativo e innovativo. La conoscenza scientifica si è intrecciata alla narrazione emotiva, ricomponendo quell’idea unitaria di mondo che le discipline rendono settoriale.

270 ore complessive, strutturate in vari moduli in cui sinergia, cooperazione, competenze, cittadinanza e soprattutto relazioni si sono intervallate e hanno reso i ragazzi protagonisti a partire dalla loro motivazione.  

In particolare, lo spettacolo dell'atto primo, messo in scena nel museo TIME ha avuto come tematica centrale il dialogo tra UOMO, MACCHINA, MECCANISMO. Attraverso la messa in scena, in cui il rapporto con la macchina diventa metafora delle relazioni, si è offerta la possibilità di “uscire” da forme stereotipate e consuete di espressione, per sperimentare la propria fisicità (il lavoro con il corpo e con la voce) in uno spazio alternativo, insieme agli altri (il lavoro di relazione), alla ricerca di una sintesi artistica. 

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-PU-2017-273

UN LABORATORIO DI LETTURA, SCRITTURA E CREATIVITÀ: questo ha voluto essere il progetto messo in campo dall'istituto Moccia di Nardò con l'aiuto di due esperti, la cantautrice Cristiana Verardo e l'esperto in video editing Fernando Antico.

Partendo dalla lettura di un classico della letteratura italiana, La locandiera di C.Goldoni, gli alunni hanno sviluppato percorsi di analisi del testo, attualizzandone il contenuto.

Se il principio ispiratore dunque, è stato il rafforzamento delle competenze di base, centrale è stata poi l'autodeterminazione, la consapevolezza del proprio sé, del proprio valore, indipendentemente dall'appartenenza a qualsiasi categoria: sociale, economica, di genere, sessuale, o etnica.

IlpProgetto è stato pensato in un'ottica di prevenzione di situazioni di disagio e di rischio psico-sociale del bacino di utenza, per dare risposta ai differenti bisogni degli studenti attraverso una serie di interventi ed esperienze, all’interno di un curricolo integrato che promuove la socializzazione, lo sviluppo di capacità relazionali e comunicative fondate sul rispetto di sé, dell’altro, delle regole, della diversità e dell’ambiente.

"Sono chi sono" è dunque la risposta all'omologazione, ma soprattutto ai tanti atti di violenza, psicologica, fisica, culturale che spesso si subiscono nel proprio percorso di vita, e che con questo percorso di studi e analisi i giovani hanno potuto indagare e interiorizzare.

Mercoledì, 13 Novembre 2019 00:00

10.2.5A-FSEPON-SI-2018-400

Il modulo "Benessere a scuola" che ha dato vita al percorso sulla "Mandala a Scuola" è nato dall’intento di vedere l’istituzione scolastica in un’ottica ben precisa: da una parte prevenire il disagio, dall’altra favorire la salute psicofisica, intesa come condizione di benessere fisico, psichico e sociale.

A tal fine si è ritenuto necessario applicare metodologie educative e didattiche al passo con i tempi e con le crescenti e sempre più diversificate esigenze degli alunni.

Il concetto di benessere veicolato lungo il percorso formativo del progetto, è stato confezionato come costruzione di percorsi in cui i bambini sono i protagonisti del processo educativo e della propria crescita personale, e la co-partecipazione e il loro coinvolgimento nel processo decisionale delle tappe didattiche rende più efficace la fase empirica di attuazione delle stesse. Ecco perchè i principi ispiratori del progetto sono stati l’inclusione, la partecipazione attiva e lo sviluppo armonico delle relazioni, in una dimensione prettamente esperienziale e ludica.

L'arte della pittura dei mandala si estrinseca così da generare i famosi 8 benefici che si generano sul cervello e sulla nostra mente:

  • Attivazione dell’emisfero destro del cervello
  • Sincronizzazione cerebrale
  • Miglioramento della creatività e della capacità di risolvere i problemi
  • Alleggerimento della mente
  • Attivazione di uno stato naturale di meditazione
  • Intuizione e ideazione di nuovi progetti

Tutti effetti positivi dunque, che hanno consentito ai bambini di vivere un'esperienza profonda di sviluppo dell’essere più che del sapere, focalizzando gli interessi sul rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente, valorizzando le differenze e le caratteristiche intrinseche delle identità. 

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.2.5C-FSEPON-LA-2018-12

23 studenti dell'indirizzo Scienze Umane del Liceo Giordano Bruno e della scuola media Majorana hanno lavorato come un’agenzia creativa alla progettazione e realizzazione di un evento d’arte dipingendo il muro, le panchine e le colonne della scuola, nel corso di un workshop con l’artista OPIEMME.

Il percorso è stato il cuore del progetto a valere sull'Avviso FSE sul Potenziamento dell'educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico con cui, con la guida della docente Elena Paloscia, i ragazzi hanno sperimentato le tecniche della Street Art e conosciuto l’arte pubblica, scoprendo in questo modo il patrimonio della città di Roma.

La città eterna è valorizzata quasi sempre per le aree centrali già note e alla portata di una vasta fascia di fruitori, tuttavia Roma custodisce un patrimonio diffuso, che riserva molte sorprese, anche nelle aree più periferiche, luoghi inesplorati o poco conosciuti. Lo stesso concetto di centro-periferia tende oggi a creare una frattura, anche di tipo socio-culturale, che lascia cristallizzare preconcetti legati ad un’immagine di bellezza in contrasto con un’idea di deprivazione.

Su questo hanno lavorato i ragazzi coinvolti, operando sempre in gruppi (in cui i grandi aiutavano i più piccoli), selezionando alcuni testi del Filosofo Giordano Bruno con cui si è proceduto alla progettazione di un murale.

Poi sono stati scelti gli aforismi del progetto #opiemmepoesia proposti dall’artista per le panchine e infine si è passati all'operatività vera e propria, ritagliando gli stencil, sverniciando e dipingendo le panchine con i colori preparati con l’artista.

Pennelli e spray sono stati gli strumenti con cui sono stati dipinti sul muro 8 pianeti e al centro il Sole con frasi e lettere cadenti..."pianeti di lettere".

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