Daniele

Daniele

Mercoledì, 13 Novembre 2019 00:00

10.2.5A-FSEPON-LO-2018-48

Una proposta di turismo culturale, sociale e sostenibile per la Val Brembana. È il tema di Topograf@rte, un progetto realizzato dagli studenti dell’Istituto Caterina Caniana di Bergamo, che punta alla valorizzazione del territorio e dell’economia della valle attraverso quattro chiavi tematiche: la bellezza dell’ambiente, l’arte del formaggio, la poliedricità del legno e la consistenza della pietra.
Il progetto ha permesso di realizzare un video, un’app di geolocalizzazione dei siti, conferenze sulla valle e una brochure digitale relativa al turismo inclusivo. Il progetto è stato realizzato grazie a una rete significativa di collaborazioni, tra cui l'Istituto alberghiero di San Pellegrino che ha ideato alcuni piatti con formaggi tipici, cooperative di allevamento e produzione casearia, società minerarie, artigiani del legno, sindaci dei comuni della Val Brembana, la valle bergamasca attraversata dal fiume Brembo ecc.
Il lavoro ha consentito agli studenti di prendere contatto diretto con la realtà della Val Brembana, immergendosi totalmente nel suo ambiente: camminare sui pascoli, entrare in una stalla, lavorare il latte per produrre il formaggio, scoprire il mestiere del “bergamino”, visitare le cave e gli opifici dove la pietra viene tagliata e lavorata, attraversare un bosco con alberi di 400 anni e assistere alla lavorazione del legno. E dopo tutte queste esperienze dirette, realizzare un sito di valorizzazione, preoccuparsi di un turismo inclusivo, comunicare al mondo ciò che si è imparato.

 

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.1.1A-FSEPON-CA-2017-478

E se le competenze linguistiche potessero rappresentare una leva strategica per aumentare il potenziale di occupazione professionale dei ragazzi? Anche la stessa lingua italiana, vista con l'occhio di chi guarda al futuro, potrebbe sembrare un universo da esplorare, e non più un assunto dato per assodato sui cui nessuno si sofferma.
Da queste premesse è nato il progetto del Liceo Classico G.B. Vico di Napoli, che ha reinterpretato una delle competenze base per costruire con gli studenti coinvolti un vero e proprio programma di crescita e di investimento nel futuro.
Il progetto è stato finalizzato al recupero e, in una seconda fase, al potenziamento delle competenze linguistiche nella lingua madre applicando allo studio dell'italiano l'approccio funzionale normalmente usato per lo studio della L2.
Oltre che una valenza didattica, il progetto è stato finalizzato a garantire agli studenti una preparazione necessaria per sostenere l’esame volto al rilascio della certificazione linguistica in italiano, spendibile nel mondo del lavoro anche in paesi esteri, oppure nel panorama scolastico per l’insegnamento della lingua italiana.
L’approccio funzionale peculiare del progetto è stato rivolto alla fruizione di un museo all’aperto, distribuito nelle stazioni della metropolitana di Napoli. Ovvero il cosiddetto Metro dell’Arte, progetto per rendere più accoglienti e piacevoli i luoghi della mobilità pubblica napoletana, rendendo accessibile a tutti la bellezza di alcune tra le più belle opere dell’arte contemporanea.
Osservando le opere rappresentate gli studenti sono stati chiamati a mettere per iscritto le loro emozioni più profonde, le suggestioni e le connessioni suggerite, in uno sforzo comunicativo che ha comportato una conoscenza e un uso della lingua italiana oculati, per la ricerca di metafore, verbi e aggettivi che meglio potessero dar voce alle sensazioni
Un'attestazione formale, dunque, della conoscenza della propria lingua, per guardare al futuro con più forza e determinazione, ma anche un nuovo modo di comunicare, di rendere i propri pensieri e di trasferire emozioni prima che parole.

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-PU-2017-276

In questo progetto la lingua madre è stata riletta con un gioco multiforme, che partendo dalla comprensione delle opere letterarie, e passando per la reinterpretazione creativa dei contenuti in esse veicolati, si è tradotto infine in quella verbalità del corpo che abbraccia qualsiasi forma espressiva.

Sono stati coinvolti tutti gli studenti e poi accompagnati verso il linguaggio teatrale.

Con giochi di improvvisazione individuale e collettiva, esercizi corporei (organizzazione senso – percettiva, strutturazione spaziale e temporale), e vocali (respirazione, emissione vocale individuale e in relazione agli altri), si è giunti alla maturazione necessaria per procedere con una lettura personale e collettiva dell’opera di W. Shakespeare “Re Lear”.

Dalla lettura si è passati alla scrittura della sceneggiatura.  Attraverso  discussioni aperte e confronti è stata delineata una costruzione dei personaggi e delle situazioni.  Si è passati poi alla stesura vera e propria del testo nonché alla revisione e correzione.

Infine la rappresentazione della performance sul modello “spettacolo teatrale” dal titolo 'Re Lear e le sue figlie', che ha visto un gruppo maturo e coeso.

Mercoledì, 13 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-LO-2017-32

I ragazzi della scuola secondaria di primo grado Einaudi dell'I.C. Anna Frank di Sesto San Giovanni hanno esplorato il linguaggio della poetry e del rap, del beat box e della musica e del disegno/street art, accompagnati dalla Cooperativa Sociale Industria Scenica Onlus e dagli esperti: Davide Passoni, Marco Lombardo, Simone Brullo.

Il percorso ha permesso ai ragazzi di sviluppare le proprie competenze nell’ambito linguistico, grammaticale, metrico e contenutistico attraverso l’utilizzo di poesie, testi e canzoni della scena rap. Hanno lavorato anche grazie a guidate dinamiche di gruppo, al fine di far emergere le tematiche di loro interesse. Su queste hanno poi provato a scrivere, inventare, mettere in rima frasi e dopo un lavoro di scarto e selezione sono arrivati a definire l'argomento da sviluppare: “i sogni e la realtà”.

I ragazzi hanno lavorato sul ritmo, sul concetto “di coro”, come lavoro di gruppo, e sull’approfondimento del concetto di metrica e di tempo. Hanno imparato l’arte del beat box e coadiuvati dalla strumentazione tecnica adeguata hanno realizzato un tappeto sonoro che remixato è diventata la vera e propria base musicale della canzone. Su questa base hanno composto delle frasi che hanno portato alla realizzazione della canzone “Desidero 1 Desiderio”.

Infine, il contenuto della canzone è stato tradotto in simboli e disegni che, composti e assemblati, hanno dato vita al progetto del murales. Il gruppo infatti, una volta scelto il disegno, ha imparato le basi della pittura muraria utilizzando, rulli, pennelli, vernici, bombolette ad acqua per interni e bombolette da esterno.

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.1.1A-FSEPON-MA-2017-84

L'Istituto Sibillini è inserito in un territorio montano in cui non ci sono quei servizi che danno a tutti i ragazzi l’opportunità di vivere esperienze tali da strutturare la consapevolezza delle proprie attitudini. Inoltre il contesto sociale manifesta l’esigenza di affiancare i ragazzi nelle attività extra scolastiche. La mission dell'istituto, infatti, si esplicita nella promozione dei valori di cultura, rispetto e democrazia mediante il potenziamento del rapporto con il territorio. In questo modo la scuola si propone come ambiente favorevole non solo all’apprendimento delle conoscenze ma anche come luogo di aggregazione e di inclusione, distogliendo dalla dispersione e promuovendo lo sviluppo globale della personalità.

Il Progetto A scuola con piacere e, nello specifico, il modulo "La creatività vien teatrando" ha reso possibile il coinvolgimento degli studenti in situazioni di apprendimento formali e non formali molto motivanti e dirette allo sviluppo dei talenti di ciascuno e al rinforzo delle competenze attraverso attività manuali e pratiche. Sono state promosse esperienze di scrittura creativa, di approccio alla musica a livello di fruizione e di produzione e il perfezionamento di ogni forma di comunicazione non verbale (gestualità, mimica, espressione corporea).

Nelle 60h svolte, peraltro nel periodo estivo, quando la scuola era chiusa, i ragazzi della scuola primaria hanno prodotto una storia, creato delle marionette, lavorato alla creazione di un cortometraggio, e collaborato alla scrittura dello spettacolo finale in cui raccontare le esperienze vissute.

Venerdì, 15 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-CL-2017-286

Riscoprire i valori dell'amicizia e dell'accettazione delle diversità attraverso le storie di Sepùlveda e stimolare la curiosità verso la lettura e la disposizione ad apprendere per la conquista di specifiche competenze linguistiche: questii due obiettivi principali che questo progetto ha inteso perseguire.

Il modulo è stato strutturato su 30 ore ed è stato rivolto agli alunni delle quinte scuola primaria e delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, in un’ottica di continuità educativa e didattica, con priorità a quegli alunni che sono a rischio di abbandono e di dispersione scolastica.

Gli scenari di avventura creati dallo scrittore cileno nei suoi romanzi hanno consentito ai ragazzi di applicare vere e proprie strategie di ascolto finalizzato e di ascolto attivo, riflettendo sulle situazioni presentate, nelle quali i bambini hanno potuto esprimere la propria opinione, il proprio giudizio e confrontarsi criticamente con gli altri.

Il percorso ha previsto una lettura dei testi (a voce alta come momento di discussione con il gruppo, e silenziosa, per stimolare momenti di riflessione critica autonoma) seguita da un approfondimento dei contenuti e della struttura narrativa, per poi coralmente approfondire le varie tecniche di scrittura di un racconto, che hanno portato alla drammatizzazione teatrale della nota storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

E fra le emozioni di Zorba e di Fortunata i ragazzi hanno insieme riflettuto sui temi dell'amicizia, del coraggio, del rispetto dei propri limiti e della valorizzazione delle diversità.

 

Lunedì, 11 Novembre 2019 00:00

10.2.1A-FSEPON-SI-2017-395

L’idea di realizzare un laboratorio di teatro creativo e drammatizzazione di favole, creando scenari, danze, musiche è nata per questa Scuola con l’intento di sviluppare la personalità degli alunni in riferimento all’apprendimento, alla socializzazione e all’attivazione delle relazioni interpersonali.

Nella costruzione del Progetto si è partiti proprio dagli stessi bambini e dalla loro teatralità spontanea, istintiva, naturale ne “il gioco del far finta” sotto la guida dell’adulto, che ha cercato di metterla in luce, di arricchirla, valorizzarla, farla venir fuori (maieutica), ma anche di contenerla e canalizzarla positivamente stimolando in loro un atteggiamento ludico verso la vita e  il pensiero divergente e creativo.

All’interno del progetto, attraverso la drammatizzazione delle storie narrate dall’insegnante, i bambini di 4 e 5 anni sono stati coinvolti nell’invenzione di storie, di suoni, di canzoni e di tanti modi di utilizzare il proprio corpo e la propria voce.

In particolare uno sforzo di teatralizzazione ha riguardato il tema del riciclo e del recupero della plastica, aggiungendo al trasferimento di competenze puramente “teatrali”, anche quelle più propriamente scientifiche – se così si può dire - che hanno in qualche modo sensibilizzato anche gli stessi piccoli protagonisti al tema del riuso della plastica, in un gioco di ruoli per cui i bambini si sono trovati a rendere più consapevoli gli adulti sui più comuni errori e sui correlati rischi dell’uso della plastica.

Giovedì, 14 Novembre 2019 00:00

10.2.5A-FSEPON-SI-2018-292

Cinque moduli didattici con cui l'istituto Marconi di Licata ha inteso contribuire al miglioramento delle competenze digitali ed artistico-culturali dei suoi giovani.

Prima si è avviata un'approfondita analisi del territorio, poi  i partecipanti al corso hanno realizzato, sotto la guida di un esperto, interventi pittorici di Street-Art , volti a riqualificare edifici del centro storico dimenticati e/o poco valorizzati , destinati ad un irrefrenabile processo di degrado: locali abbandonati, angoli di edifici, muri, ecc.
Fondamentale l'incontro con il signor Profeta Agostino, ultimo puparo Licatese, che ha insegnato ai ragazzi lo spirito e le tecniche della tradizione pupara.

E poi il viaggio, alla riscoperta in chiave moderna dei quartieri San Paolo, Santa Maria e  San Calogero.

Anche la scelta dei temi da raffigurare nel murales ha rappresentato un intenso lavoro di analisi, riflessione e coprogettazione.

Mercoledì, 13 Novembre 2019 00:00

10.2.2A-FSEPON-CA-2017-779

Il progetto dell'Istituto Galilei di Arienzo (Ce) è intervenuto sul rafforzamento delle competenze di base, attraverso la realizzazione di un vero e proprio blog. Un'esperienza che ha consentito ai 16 ragazzi coinvolti di rafforzare molteplici skills: comunicare correttamente nella lingua madre, imparare ad apprendere, progettare, risolvere problemi, interpretare informazioni e assemblarle rielaborandole.
L’intervento è stato articolato in due percorsi. Il primo di tipo propriamente linguistico, in cui i corsisti hanno reperito materiali, organizzato informazioni, prodotto articoli, implementato interviste, verificato testi, inserito link per la fruizione a vari livelli. Tra l'altro, gli articoli pubblicati hanno riguardato diversi focus: intervista alla Preside, visite guidate, open day, iniziativa dell'alunno del mese, diversificando così non solo il registro comunicativo a anche il livello di affondo nelle notizie indagate.
Il secondo percorso, di tipo tecnologico, ha invece fatto sì che gli alunni sperimentassero la formattazione dei testi, l’impostazione grafica del blog, l'utilizzo di software di editing video.
I ragazzi hanno alternato momenti di lavoro individuale ad attività di cooperative learning. 
Inoltre, nelle ultime lezioni afferenti il Progetto, hanno effettuato un passaggio di consegne agli studenti che avrebbero continuato a frequentare l’Istituto nell’'anno scolastico successivo e il blog è tutt'ora utilizzato dagli alunni dell’Istituto.

Mercoledì, 13 Novembre 2019 00:00

10.2.1A-FSEPON-CA-2017-461

Non solo un progetto di educazione motoria, finalizzato ad arricchire, consolidare e ampliare le abilità creativo-espressive del gruppo e di ciascun bambino, ma anche un vero e proprio viaggio di introspezione che ha aiutato i ragazzi nel superamento di particolari condizioni di disagio socio-culturale.

Il percorso ideato nel progetto, ispirato al tema del circo, dei suoi personaggi e delle sue atmosfere fantastiche, è stato introdotto attraverso la drammatizzazione del racconto “Il circo delle meraviglie” che ha voluto essere un mezzo attraverso cui entrare nell’immaginario dei bimbi e suscitarne la curiosità.

Con cartoni e tempera si è costruito un tendone dal quale i bambini hanno avuto modo di entrare ed uscire svolgendo giochi e movimenti, finalizzati al potenziamento dell’attenzione, dell’ascolto e dell’espressione del sè. In seguito, attraverso le performance e le caratteristiche che li distinguono, sono stati presentati i diversi personaggi del circo, per stimolare i bambini ad imitarne i giochi e le attività.

Significative sono state anche le esperienze corporee, i giochi e gli esercizi di equilibrio, per potenziare la coordinazione e che in alcuni casi hanno richiesto l’utilizzo di attrezzi tipici della ginnastica ritmica (palle morbide, cerchi, hula hoop).

Le atmosfere fantastiche del "circo delle meraviglie" dunque, hanno avvolto i bambini in un'aurea di mistero e di spensieratezza, in cui la leggerezza dell'essere e l'indefinito del muoversi non sono un limite bensì diventano un'arma contro le insicurezze e le paure

Pagina 10 di 11